Già presente in epoca medievale e indicata come porta della Braglia o porta Bologna o “Pôrta ed Sòuvar”, l’edificio fu interamente ricostruito nel 1781 su disegno del bolognese Carlo Francesco Dotti, l’architetto del santuario della Beata Vergine di San Luca.
Si narra a questo proposito che il disegno progettuale fosse stato interpretato erroneamente al momento della realizzazione della porta, scambiando la facciata interna con quella esterna. In effetti, il prospetto rivolto verso l’interno del paese presenta uno stemma cittadino ed è più monumentale ed imponente di quello esterno, dove si può vedere la lapide collocata nel 1861 in onore di Vittorio Emanuele II, da cui prese il nome di Porta Vittoria. Davanti alla porta, inquadrata dall’arco, è la scultura in bronzo Largo gesto per un massimo spazio di Quinto Ghermandi.













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